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COVID-19 - Misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica

COVID-19 - Informazioni - Immagine

INFORMAZIONI SUL CORONAVIRUS

Dove trovare informazioni sul nuovo Coronavirus?
Il Ministero della Salute ha realizzato un sito dedicato: www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
Altre informazioni sul sito Epicentro dell'Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it

Come si trasmette il nuovo Coronavirus da persona a persona?
Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente).

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Le persone asintomatiche possono trasmettere l’infezione da nuovo Coronavirus?
Sulla base dei dati al momento disponibili, l’OMS ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo Coronavirus.
L’OMS è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità, concludendo che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo Coronavirus.

Qual è la definizione di contatto stretto ai sensi dell’Allegato 1 alla circolare 6360 del 27 febbraio 2020

  • persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19
  • persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti
  • persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri
  • operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, a un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all'assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave o abbia effettuato spostamenti all'interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima dell’insorgenza della malattia del caso in esame.

Come gestire un contatto stretto di un caso confermato di COVID-19
Sulla base dell’Ordinanza “Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19" del 21 febbraio 2020, le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso confermato (che ha sintomi di malattia) la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.

Per essere ancora più espliciti si precisa che contatti (familiari, amici, ecc.) di contatti stretti come sopra definiti non sono soggetti a specifiche misure di sorveglianza.

Quali sono le zone a rischio
Informazioni sull'andamento dell’epidemia nel mondo possono essere ricavate in questo sito web.
In Italia non esistono più zone differenziate di rischio dal momento che il DPCM 9 marzo 2020 estende a tutto il territorio nazionale le misure urgenti di contenimento del contagio previste dall’art. 1 del precedente DPCM 8 marzo 2020.

Cosa deve fare chi entra in Italia
Chiunque abbia intenzione di fare ingresso sul territorio nazionale attraverso trasporto aereo, ferroviario, marittimo e stradale (ma non mezzo proprio o privato), deve consegnare al vettore all’atto dell’imbarco una dichiarazione che attesti

  • i motivi del viaggio
  • l’indirizzo completo dell’abitazione o della dimora dove sarà svolto il periodo di osservazione sanitaria e l’isolamento fiduciario
  • un recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante il suddetto periodo.

Appena giunto alla dimora (il cui indirizzo deve coincidere con quello precedentemente dichiarato alla partenza), anche in assenza di sintomi, occorre contattare il Dipartimento di Sanità pubblica inviando una mail e notificando così il proprio arrivo e l’inizio del periodo di isolamento fiduciario.
Le persone che fanno ingresso in Italia utilizzando un mezzo proprio o privato, anche se asintomatiche, devono immediatamente comunicare il proprio ingresso presso il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda USL territorialmente competente per il luogo in cui si svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e dell'isolamento fiduciario e sono sottoposte per 14 giorni a tali misure presso l’indirizzo indicato nella stessa comunicazione di ingresso.
C’è un’unica eccezione a questa disposizione e riguarda persone che, entrando in Italia tramite trasporto di linea per comprovate esigenze lavorative, non vi soggiornino per più di 72 ore (con motivata proroga se ne possono aggiungere ulteriori 48).
In questa specifica condizione è tenuto a presentare l’autodichiarazione in vigore e si impegna a segnalare con tempestività al Dipartimento di prevenzione dell’AUSL territorialmente competente l’eventuale insorgenza di sintomi COVID-19, per sottoporsi all’isolamento domiciliare.
In ogni caso, se durante il periodo dovessero manifestarsi dei sintomi la persona si dovrà mettere in contatto telefonico col numero verde dell’AUSL.

Chi viene sottoposto all’esecuzione del tampone?
L'esecuzione del tampone per COVID-19 è indicata per i soli casi sospetti. La definizione di caso sospetto di COVID-19 prevede le seguenti alternative:

  1. una persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno tra i seguenti segni e sintomi: febbre, tosse e difficoltà respiratoria) che abbia viaggiato in un Paese/area in cui era segnalata la trasmissione locale durante i 14 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi
  2. una persona con un'infezione respiratoria acuta che è stata in stretto contatto con un caso probabile o confermato di COVID-19 nei 14 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi
  3. una persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre e almeno un segno/sintomo di malattia respiratoria: tosse e difficoltà respiratoria) e ricovero ospedaliero.

Nei casi sospetti come sopra definiti l'indicazione di eseguire il tampone diagnostico viene data dal Dipartimento di Sanità Pubblica in raccordo col Medico di medicina generale e non si tratta di una prestazione erogabile a richiesta del cittadino in quanto non è un esame di screening ma finalizzato alla conferma di una diagnosi.
L'esito del test eseguito ha un valore limitato nel tempo perché fotografa la situazione momentanea.

È a disposizione un supporto psicologico per cittadini e operatori? 
Tutte le AUSL della Regione hanno attivato numeri telefonici o indirizzi mail dedicati, per contattare uno psicologo in grado di offrire un supporto telefonico attraverso le Équipe Psicologiche per l'Emergenza
Per maggiori informazioni consultare questa pagina

MISURE DI CONTENIMENTO E PREVENZIONE

Sull'intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
È fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare i contatti sociali; gli spostamenti vanno riservati ai casi strettamente necessari.
Inoltre:

  • chi manifesta una sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5°) deve contattare il proprio medico curante
  • vige il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per chi è in quarantena o risultato positivo al virus (il DL 19 del 25 marzo ha ulteriormente inasprito le sanzioni che erano state introdotte col DPCM 8 marzo sulla mancata osservanza di questi obblighi)
  • è vietato a tutte le persone di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso a quello in cui attualmente si trovano salvo che per:
    • esigenze lavorative
    • situazioni di assoluta urgenza
    • motivi di salute

Non è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza se in comune diverso da quello dove ci si trova.

Come comportarsi in caso di spostamenti
Non si può uscire di casa se non per validi motivi.
Ci saranno controlli da parte delle Forze di Polizia.
Si può uscire di casa per andare al lavoro, per ragioni di salute o situazioni di assoluta urgenza, rimanendo all’interno del Comune in cui ci si trova. Per provare queste esigenze dovrà essere compilata un’autodichiarazione che potrà essere resa anche seduta stante sui moduli in dotazione alle Forze di Polizia. La veridicità delle dichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi.
È vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.
Si può uscire per andare da anziani non autosufficienti tenendo però presente che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi vanno protetti il più possibile dai contatti.
È consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza interpersonale di un metro.
Si può uscire con il cane per la gestione quotidiana delle sue esigenze fisiologiche.
il DL 19 del 25 marzo ha ulteriormente inasprito le sanzioni che erano state introdotte col DPCM 8 marzo sulla mancata osservanza di questi obblighi e limitazioni.

Come comportarsi se si è entrati in contatto con persone che provengono da zone identificate a rischio
Chi è preoccupato perché è venuto in contatto con persone che provengono da zone identificate a rischio può contattare il Numero Verde della propria AUSL di residenza.

NUMERO VERDE REGIONALE 800.033.033

AUSL Dipartimenti di Sanità Pubblica
Piacenza   0523 303600
Parma 0521 396436
Reggio Emilia 0522 339000
Modena 059 3963663
Bologna 051 2869406
Imola 0542 604959
Ferrara 800 550 355

Romagna

Ravenna 335 7355317
Forlì 338 3045543
Cesena 338 3542508
Rimini 339 7720079

 

Come comportarsi se si è in quarantena
Seguire scrupolosamente le indicazioni ricevute dall'operatore di Sanità Pubblica, in sintesi:

  • misurare la temperatura corporea 2 volte al giorno, mattino e sera
  • mantenere lo stato di isolamento per 14 giorni dalla data indicata, evitando i contatti sociali, spostamenti e viaggi, con l’obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.

In caso di comparsa di sintomi la persona deve:

  • avvertire immediatamente il proprio medico curante o il pediatra di libera scelta e l’operatore di sanità pubblica
  • indossare la mascherina chirurgica fornita all'avvio della procedura sanitaria e allontanarsi da altri conviventi
  • rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale - se necessario.

Il mancato rispetto degli obblighi è punito ai sensi dell’art 650 del Codice Penale.

MISURE IGIENICHE E DI PROTEZIONE PERSONALE

Come comportarsi (misure igieniche) per proteggere se stessi e gli altri

  • Lavarsi spesso le mani: si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre farmacie, supermercati e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Evitare abbracci e strette di mano
  • Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie)
  • Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l'attività sportiva
  • Non toccarsi occhi, naso, bocca con le mani
  • Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  • Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcool
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si presta assistenza a persone malate.

Come comportarsi in presenza di sintomatologia
Si raccomanda di non recarsi al Pronto soccorso nel caso in cui si ritenga di avere sintomi legati alla presenza del virus.  Rivolgetevi al vostro medico di Medicina generale per avere maggiori informazioni.  In caso di urgenze, naturalmente, rimane sempre attivo il 118.
Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

Devo indossare una mascherina per proteggermi?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se presenti sintomi quali tosse o starnuti, o se sospetti di aver contratto il nuovo Coronavirus.
L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.

Sono anziano/malato cronico/immunodepresso
A tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità o con stati di immunodepressione congenita o acquisita è fatta espressa raccomandazione di evitare di uscire dalla propria abitazione al di fuori dei casi di stretta necessità ed evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.

Gestione dei rifiuti domestici
In deroga alle ordinarie modalità di raccolta vanno conferiti nei rifiuti urbani indifferenziati

  • i rifiuti di qualunque natura prodotti da unità domestiche in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria
  • i rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti, fazzoletti, etc.) utilizzati come prevenzione al contagio da COVID -19, prodotti da unità domestiche in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria.

Tale modalità va mantenuta fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria oltre i successivi trenta giorni necessari al corretto e ordinario ripristino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti.

Esiste un vaccino per un nuovo Coronavirus?
No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima 12-18 mesi).

Sono un donatore di sangue. Come mi devo comportare?
Il sangue si può donare solo se si è in buone condizioni di salute, quindi anche un semplice raffreddore o mal di gola, senza alcun collegamento al Coronavirus, sarebbe causa di esclusione temporanea.
Ricorda che è bene aspettare 28 giorni prima di andare a donare se:

  • sei rientrato di recente da un viaggio nelle zone identificate a rischio dall’OMS
  • pensi di essere stato esposto al rischio di infezione da Coronavirus
  • hai effettuato la terapia per l’infezione da SARS-CoV-2 (per infezione documentata o comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARS-CoV-2).

Quando vai a donare avverti sempre il medico selezionatore dei tuoi spostamenti, specie se in una delle aree interessate dal nuovo Coronavirus.
Comunica, inoltre, se ti è stata diagnosticata l'infezione o se hai avuto sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) anche quando i sintomi in questione siano già stati risolti a seguito, o meno, di una terapia; il medico addetto alla selezione, che ti visiterà, potrà decidere di sospenderti temporaneamente dalla donazione.
Se hai già donato, ricordati di contattare il tuo Servizio Trasfusionale in caso di comparsa di sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus.
Recati a donare con tranquillità perché gli operatori sanitari si proteggono a tua tutela.

È sicuro ricevere pacchi dalla Cina o da altri paesi dove il virus è stato identificato?
Si, è sicuro. L’OMS ha dichiarato che le persone che ricevono pacchi non sono a rischio di contrarre il nuovo Coronavirus, perché non è in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici.
Tuttavia per limitare il contatto fra lavoratori del servizio postale e destinatari degli invii, gli operatori postali procedono alla consegna dei suddetti invii e pacchi mediante preventivo accertamento della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro, senza raccoglierne la firma con successiva immissione dell’invio nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, al piano o in altro luogo, presso il medesimo indirizzo, indicato contestualmente dal destinatario o dalla persona abilitata al ritiro. La firma è apposta dall’operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la suddetta modalità di recapito. Questa specifica misura è valida fino al 30 giugno.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?
No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla. Si ricorda che è sempre consigliato lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali.

INFORMAZIONI SPECIFICHE PER DONNE IN GRAVIDANZA

  • Le donne in gravidanza sono più suscettibili alle infezioni o hanno un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di COVID-19?
    Non sono riportati dati scientifici sulla suscettibilità delle donne in gravidanza al virus. Resta consigliato, anche per le donne in gravidanza, di seguire le normali azioni preventive per ridurre il rischio di infezione, come lavarsi spesso le mani ed evitare contatti con persone malate
  • Quali sono gli effetti di COVID-19 durante la gravidanza?
    Non sono riportati dati scientifici sugli effetti di COVID-19 durante la gravidanza
  • Le donne in gravidanza con COVID-19 possono trasmettere il virus al feto o neonato?
    Dai dati presenti in letteratura, limitati, non sono stati riportati casi di trasmissione dell’infezione da altri coronavirus (MERS-CoV e SARS-CoV) da madre a figlio.
  • Le donne affette da COVID-19 possono allattare?
    Sì, se le condizioni cliniche lo consentono e nel rispetto del suo desiderio.
    Per ridurre il rischio di trasmissione al bimbo/a si raccomanda l’adozione di misure preventive come l’igiene delle mani e l’uso di mascherine durante la poppata.

Sicurezza alimentare
La Commissione Europea ha predisposto delle FAQ sul rischio di infezione attraverso gli alimenti: ci sono rischi di contrarre l'infezione da COVID-19 dai prodotti alimentari? qual è il rischio di contrarre la COVID-19 dagli imballaggi alimentari?
Queste e tante altre informazioni utili sono disponibili a questa pagina.

MISURE CHE RIGUARDANO LE ATTIVITÀ SANITARIE E SOCIO-SANITARIE

È fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei Dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salvo specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto.
L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla Direzione sanitaria della struttura che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezioni.
È disposta la sospensione dell’attività dei centri semiresidenziali per anziani e per disabili (centri diurni) e dei centri socio-occupazionali per disabili su tutto il territorio regionale incentivando ove possibile percorsi di domiciliarità.
È sospesa l’erogazione delle prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato.
Sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale.
Vanno privilegiate, nello svolgimento di riunioni o incontri, le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell'ambito dell'emergenza COVID-19.

TEST SIEROLOGICI: CHIARIMENTI SUL PERCORSO (DGR 350/2020)

Le indicazioni regionali per l’esecuzione dei test sulla base della Dgr 350/2020, leggi le faq.

LE MISURE IN VIGORE - AGGIORNAMENTO AL 28 APRILE (dal sito di Regione Emilia-Romagna)


Ultimo aggiornamento: 08-05-2020

Data di pubblicazione