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Intelligenza Artificiale, cosa ne pensano gli emiliano-romagnoli

Intelligenza Artificiale, cosa ne pensano gli emiliano-romagnoli - Immagine

L’Intelligenza Artificiale Generativa non è più un tema riservato agli specialisti.

È entrata nelle case, nei luoghi di lavoro e nel dibattito pubblico, accompagnata ogni giorno da aspettative, dubbi e racconti spesso opposti: per alcuni una rivoluzione capace di semplificare la vita, per altri un cambiamento da osservare con cautela.

Ma come viene percepita davvero dai cittadini dell’Emilia-Romagna? 

Per rispondere a questa domanda, Regione Emilia-Romagna e Lepida hanno scelto di ascoltare direttamente il territorio attraverso un’indagine affidata a Observa - Science in Society, centro di ricerca indipendente che da anni studia il rapporto tra innovazione e società.

Il primo dato racconta un cambiamento culturale importante. 

L’Intelligenza Artificiale non viene più associata soprattutto ai robot umanoidi, immagine dominante fino a poco tempo fa, ma a strumenti ormai familiari come chatbot (39%) e assistenti vocali (21%). 

Segno che l’AI viene riconosciuta sempre più per ciò che già accompagna la quotidianità delle persone, tra richieste di informazioni, suggerimenti personalizzati e servizi digitali.

Un’indicazione preziosa anche per le Pubbliche Amministrazioni quando progettano nuovi servizi o ripensano quelli esistenti.

La ricerca mostra poi che conoscenza e atteggiamenti emotivi procedono insieme.

Chi conosce meglio l’AI tende a guardarla con fiducia e interesse, mentre tra chi ne sa meno prevalgono preoccupazione e sospetto.

Allo stesso tempo emerge una richiesta chiara: non basta introdurre nuove tecnologie, serve una governance pubblica capace di regolare, informare e proteggere. 

Il 59% indica come prioritaria la lotta alla disinformazione e alle fake news, il 50% chiede che lo sviluppo dell’AI rispetti i diritti delle persone e il 94% considera importante che la Pubblica Amministrazione offra percorsi di formazione e competenze digitali diffuse.

Gli ambiti in cui si concentrano le maggiori aspettative sono quelli più vicini alla qualità della vita: sicurezza (72%), sanità (70%) e istruzione (50%). 

È qui che i cittadini immaginano benefici concreti e un impatto positivo sul quotidiano.

Guardando al futuro prevale però un atteggiamento equilibrato. 

Il 42% ritiene che l’Intelligenza Artificiale porterà effetti positivi e negativi in egual misura, dato leggermente superiore alla media nazionale, mentre si bilanciano le opinioni tra chi si attende benefici prevalenti e chi teme conseguenze soprattutto critiche. 

Una prudenza che non chiude la porta all’innovazione, ma chiede garanzie e responsabilità.

Se un tempo il sogno correva dalla via Emilia al West, oggi il viaggio verso la Silicon Valley appare forse più cauto. 

Ma la curiosità, quella, è già partita.

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Data di pubblicazione