Il piano per la Banda ultraveloce nelle aree bianche (Cluster C e D, ovvero le aree in cui nessun Operatore privato aveva investito o pianificato di investire in reti a Banda ultraveloce) ha già coinvolto tantissimi comuni emiliano-romagnoli.
Lepida, da sempre presente sul progetto, ha attivato nel tempo numerose sedi istituzionali attraverso tale rete.
Tuttavia si trattava di sedi concordate a metà dello scorso decennio per cui il piano prevedeva, in maniera specifica, risorse fibra dedicate.
Per rispondere alle nuove esigenze del territorio, Lepida ha recentemente concluso la sperimentazione della tecnologia Passive Optical Network (PON), l'architettura capillare usata dal concessionario pubblico per la rete residenziale.
Questa infrastruttura diventa oggi una risorsa chiave per connettere rapidamente i nuovi siti di interesse pubblico.
Un esempio concreto è la neonata sede dei servizi sanitari territoriali di Dovadola: attivata valorizzando la rete pubblica nazionale PON, viene ora interamente gestita da Lepida garantendo ai Soci i consueti, elevati, standard di servizio. Il tutto a zero impatto di scavo e con tempi di attivazione minimi.